{"id":650,"date":"2023-03-06T09:31:23","date_gmt":"2023-03-06T08:31:23","guid":{"rendered":"http:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/?page_id=650"},"modified":"2023-04-28T16:17:52","modified_gmt":"2023-04-28T14:17:52","slug":"il-contesto-sociale-del-sestiere-del-molo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/il-contesto-sociale-del-sestiere-del-molo\/","title":{"rendered":"Sestiere del MOLO"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il contesto sociale del Sestiere del MOLO<\/strong>          <a href=\"https:\/\/www.sestieredelmolo.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"100\" height=\"100\" class=\"wp-image-702\" style=\"width: 100px;\" src=\"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/logo-sestiere-positivo-1.png\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/logo-sestiere-positivo-1.png 350w, https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/logo-sestiere-positivo-1-300x300.png 300w, https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/logo-sestiere-positivo-1-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Note da documento strategico del Patto del Molo&nbsp;2021<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p><em>IL SESTIERE COME SI PRESENTA<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Richiamiamo qui sinteticamente alcuni tra i dati pi\u00f9 significativi che definiscono le caratteristiche specifiche dell\u2019area urbana oggetto dell\u2019intervento:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>IL SESTIERE IN TRASFORMAZIONE<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Delle 71 unit\u00e0 urbanistiche di Genova, il Molo \u00e8 la parte del centro storico oggetto di pi\u00f9 nette trasformazioni, sotto il profilo demografico, sociale ed economico e soprattutto urbanistico: dal secondo dopoguerra fino ai primi Duemila \u00e8 stato oggetto di rilevanti interventi, sulle zone distrutte dai bombardamenti, poi per lo sviluppo di aree direzionali, commerciali e culturali e per riqualificare zone in condizioni di abbandono, dal Porto Antico fino alla centrale piazza De Ferrari.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>CHI LO VIVE<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>      I residenti<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dagli ultimi dati disponibili1 rileviamo che il sestiere \u00e8 abitato da quasi 10.000 residenti (circa 1\/60\u00b0 della popolazione urbana) ma con una densit\u00e0 per km2 di 6 volte superiore al resto della citt\u00e0. Il trend decennale (2012-19) vede un leggero calo di residenti, con una diminuzione degli under 55 e un incremento degli over 55. Altri dati utili che distinguono il sestiere dalla media cittadina sono: la presenza di famiglie unipersonali superiore di oltre 1\/3; la presenza di anziani soli (47%) superiore di 10 punti; di stranieri (18%) superiore di 9 punti. Mentre i tassi di scolarizzazione e di disagio sociale sono migliori della media genovese2.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La popolazione del Molo risulta essere comunque una delle pi\u00f9 equilibrate in citt\u00e0, con un tasso di vecchiaia allineato al valore nazionale (mentre il dato complessivo cittadino \u00e8 oltre una volta e mezzo pi\u00f9 alto). Tale equilibrio \u00e8 conseguenza di movimenti migratori interni ed esterni per cui la struttura demografica del quartiere \u00e8 formata, semplificando, da tre insiemi: l\u2019anziana popolazione originaria, spesso costituita da migranti dal Meridione arrivati in citt\u00e0 nel secondo dopoguerra, giovani adulti generalmente con alti titoli di studio, che lavorano sia come professionisti sia in ambiti pi\u00f9 precari nei settori della cultura, dell\u2019arte, del tempo libero, e infine giovani migranti principalmente di origine africana.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Molo si distingue quindi per un tessuto demografico ricco, stratificato e mescolato nel tempo, che lo rende assolutamente originale e unico rispetto agli altri quartieri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>    I frequentatori abituali<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Molo \u00e8 anche al centro di movimenti nel giorno, per chi si sposta nel quartiere a scopo di lavoro, commercio o per i servizi culturali e ricreativi. Nell\u2019ultimo decennio il sestiere ha incrementato la presenza di fruitori dei servizi Horeca, diurni e serali\/notturni, anche affermandosi come luogo principale della movida genovese. Si pu\u00f2 ragionevolmente stimare che nel suo insieme i frequentatori sono almeno il 70% della popolazione residente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>    I turisti<\/p>\n\n\n\n<p><em>In ampliamento per la presenza di strutture di ospitalit\u00e0 alternative (tipo Airbnb) ma, anche rispetto ad altre zone del Centro genovese, focalizzate principalmente su alcune aree di maggior passaggio, come l\u2019asse Porto Antico &#8211; De Ferrari nei canali di collegamento privilegiati di via San Lorenzo e, in parte, di Banchi-Campetto e San Matteo\/Casana.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>MAPPATURA CIVICA<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In data 1 giugno 2021 ha preso avvio la \u201cMappatura civica del Quartiere del Molo\u201d, prima iniziativa di citizen engagement che gli enti del Patto di Sussidiariet\u00e0 hanno deciso di promuovere con lo scopo di raccogliere dati quantitativi e qualitativi sull\u2019uso degli spazi pubblici e privati nella zona del Molo. L\u2019iniziativa \u00e8 aperta a tutti i cittadini, che mappando ogni spazio del sestiere descrivono nel dettaglio, la qualit\u00e0, lo stato di abbandono di fondi e locali a ciglio strada, il verde presente, la vivibilit\u00e0 e il possibile progetto da applicare nel futuro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questi dati si sommano a quelli gi\u00e0 disponibili rispetto alla situazione sociale, economica e demografica del quartiere raccolti a livello di base di censimento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Obiettivi dell\u2019operazione sono:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2022<em> Evidenziare situazioni di abbandono e difficolt\u00e0 del sestiere<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2022<em> Riqualificarlo attraverso progetti di rigenerazione degli spazi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>1 Fonte Istat 2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>2 Scolarizzazione 66,2% (media 57%); disagio -7,52 (media -2,87)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2022<em> Rendere gli spazi vivibili per gli abitanti e attrattivi per i cittadini genovesi e i turisti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2022<em> Attivare percorsi di partecipazione civica alla co-progettazione del Patto di Sussidiariet\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa pratica, collettiva e partecipata, \u00e8 un elemento che andr\u00e0 a caratterizzare la realizzazione degli interventi di rigenerazione e, in prospettiva, tutto quello che si realizzer\u00e0 nel sestiere avverr\u00e0 con queste modalit\u00e0, con il coinvolgimento di tutti, per produrre il \u201cSestiere del Molo\u201d del futuro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Alla prima giornata di mappatura hanno partecipato circa 80 persone, esponenti delle realt\u00e0 coinvolte nel patto e semplici cittadini, e sono stati mappati circa 600 spazi, tra locali e luoghi pubblici. Un lavoro certamente ancora parziale ma che restituisce una prima immagine del quartiere gi\u00e0 abbastanza definita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La mappatura civica, che continua ad essere attiva, si sta svolgendo tramite un tool open source sviluppato dall&#8217;universit\u00e0 di Harvard e implementato per l&#8217;occasione dal Centro Studi di Genova che osa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Colpisce immediatamente il numero di locali vuoti a piano strada mappato: pi\u00f9 di 100 sono chiusi e in stato di abbandono, a cui se ne somma una quarantina messa in vendita ma comunque attualmente chiusa. Chiusure e scarsa cura del territorio vanno ovviamente di pari passo e i vicoli col maggior numero di spazi sfitti sono quelli che presentano le maggiori criticit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nello specifico i dati emersi dalla mappatura sono i seguenti:<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20211029_152253-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1576\" srcset=\"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20211029_152253-768x1024.jpg 768w, https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20211029_152253-225x300.jpg 225w, https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20211029_152253-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20211029_152253-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20211029_152253-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20211029_152157-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1578\" srcset=\"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20211029_152157-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20211029_152157-300x225.jpg 300w, https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20211029_152157-768x576.jpg 768w, https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20211029_152157-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/20211029_152157-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p><em>LE AREE DI VULNERABILIT\u00c0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Molo pu\u00f2 essere ricondotto a un insieme di 25 quartieri con elementi di vulnerabilit\u00e0 tenendo in considerazione un ventaglio di indicatori che ne riguardano la struttura complessiva. In particolare, riunisce condizioni di vulnerabilit\u00e0 immateriale e materiale. \u00c8 un dato che accomuna il Molo, per aspetti differenti, ai quartieri pi\u00f9 marginalizzati della citt\u00e0 e lo rende, di fatto, un\u2019area periferica nel cuore di Genova. I principali che abbiamo individuato sono:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>DIVARICAZIONI DA FRAMMENTAZIONE DEMOGRAFICA<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Una riguarda l\u2019aspetto delle relazioni, per cui \u00e8 alto il rischio di solitudine o che si creino sacche di emarginazione, data l\u2019incidenza di persone sole (famiglie unipersonali, anziani over 75 soli, dati cittadini pi\u00f9 elevati). In un contesto di arretramento dei servizi di welfare, sono frequenti i casi di scontri culturali tra istanze differenti: i nuovi giovani abitanti e frequentatori della vita serale contro gli anziani residenti storici, i residenti di origine italiana contro quelli di origine straniera (un residente su cinque al Molo non ha la cittadinanza italiana), i nuovi abitanti pi\u00f9 benestanti contro quelli meno abbienti, la terziarizzazione e il proliferare di servizi ricreativi, alberghieri e della ristorazione contro stranieri e studenti che cercano alloggi a bassi costi, il turismo croceristico e di massa contro la vivibilit\u00e0 del territorio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>DIVARICAZIONI ECONOMICHE<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il quartiere nel complesso non ricade nella sezione pi\u00f9 fragile della citt\u00e0. Tuttavia, il dato maschera una situazione interna diversificata: la popolazione anziana e la nuova popolazione di residenti con cittadinanza straniera presentano livelli di reddito, istruzione e occupazione generalmente inferiori. La nuova popolazione di giovani laureati si distingue per una maggiore sicurezza di mezzi economici e culturali, che se non \u00e8 sempre data da redditi elevati e situazioni professionali stabili, per\u00f2 \u00e8 contraddistinta da alti livelli raggiunti negli studi e dalla presenza di reti familiari e sociali pi\u00f9 solide.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>LA CRISI PANDEMICA<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019impatto del Covid-19 ha accentuato le disuguaglianze colpendo in particolare chi gi\u00e0 era vulnerabile, sul piano strettamente economico ma anche rispetto all\u2019ampiezza e solidit\u00e0 delle reti sociali, capacit\u00e0 di orientamento e accesso alle cure e al sistema dei servizi, qualit\u00e0 della casa, fragilit\u00e0 psicologica. Ha accentuato cio\u00e8 delle vulnerabilit\u00e0 gi\u00e0 forti nel Molo. Da un punto di vista epidemiologico si pu\u00f2 notare secondo una ricerca del Secolo XIX come il centro storico sia un\u2019area dove la mortalit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 cresciuta nel 2020 sul \u201819 (quasi il doppio rispetto all\u2019incremento cittadino).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I VUOTI URBANI<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Oltre la peculiare struttura demografica, che presenta opportunit\u00e0 uniche ma anche specifiche difficolt\u00e0, il Molo si distingue come un quartiere di vuoti urbani. Nel Molo, infatti, circa un\u2019unit\u00e0 abitativa su quattro \u00e8 vuota, per conseguenza il livello di degrado degli edifici \u00e8 tra i pi\u00f9 elevati in citt\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tale fenomeno deriva dalla storica fitta edificazione che caratterizza il quartiere, a cui per\u00f2 \u00e8 seguito dall\u2019immediato dopoguerra una costante diminuzione della sua popolazione. I successivi processi di terziarizzazione, prima, e di sviluppo di servizi turistici diffusi, poi, hanno solo parzialmente recuperato una minoranza degli edifici vuoti, peraltro talvolta generando parziali processi di gentrificazione e contribuendo, assieme al fatto che solo un limitato numero di appartamenti \u00e8 generalmente sul mercato delle vendite e degli affitti, a mantenere un costo elevato delle case.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I CHIARI E GLI SCURI<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019area del sestiere del Molo presenta un forte disequilibrio nella diffusione delle opportunit\u00e0 di fruizione sociale e culturale. Alcune aree sono presidiate da centri aggregativi di varia natura e di produzione e fruizione della cultura e dell\u2019intrattenimento, mentre altre ne sono quasi del tutto prive. Queste ultime sono assai numerose, distribuite a macchia di leopardo, e si presentano come luoghi degradati e lasciati, nella migliore delle ipotesi, alla buona volont\u00e0 del singolo abitante, nella peggiore come aree in cui proliferano lo spaccio di droghe e la microcriminalit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>SICUREZZA, DISORDINE URBANO E ALLARME SOCIALE<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nonostante la mancanza di dati georeferenziati relativi alla fenomenologia criminale (delitti denunciati all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria) nel Sestiere del Molo, sia i dati ISTAT relativi alla citt\u00e0 di Genova sia indagini e ricerche condotte da Universit\u00e0 e istituti di ricerca, segnalano un significativo e diffuso calo dei reati cosiddetti \u201cda strada\u201d (furti, scippi, borseggi, danneggiamenti, ecc.). Per fare qualche esempio, il tasso di delitti per 100mila abitanti a Genova nel periodo 2010\/2019 registra una riduzione del 43% dei furti totali (- 33% degli scippi e -40% dei furti con destrezza), un calo delle rapine del 27% (- 31% le rapine in pubblica via) e una significativa discesa delle denunce per danneggiamenti: &#8211; 37%. Questo fenomeno, peraltro registrato da tempo in tutta Italia, sia a livello complessivo che di singolo capoluogo, \u00e8 certamente la coincidenza di pi\u00f9 fattori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sebbene non si disponga di dati puntuali, \u00e8 tuttavia naturale pensare che le aree urbane centrali della citt\u00e0 (comprese<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>tra le due principali stazioni ferroviarie e al centro della principale offerta culturale e turistica) rappresentino, in termini assoluti, un luogo critico dal punto di vista dell\u2019incidenza dei fenomeni di criminalit\u00e0 da strada. La rilevante presenza di turisti e city users, un tessuto urbano complesso e articolato, la presenza di criticit\u00e0 territoriali rilevanti, contribuiscono a definire un insieme di fattori in cui la possibilit\u00e0 di essere vittima di un reato pu\u00f2 essere pi\u00f9 alta che in altri contesti. Tuttavia, analizzando l\u2019andamento del discorso pubblico, il rischio di essere vittima di reato non appare l\u2019unico elemento che genera allarme sociale. La percezione di essere parte di un contesto degradato e depauperato alimenta rappresentazioni che amplificano le preoccupazioni dei cittadini alimentando un clima che non aiuta a trovare risposte univoche a fenomeni articolati e complessi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La dinamica del Centro Storico e del Sestiere del Molo, in tema di sicurezza, da questo punto di vista, evidenzia effetti analoghi a quelli che \u00e8 possibile osservare in molti contesti critici di altre citt\u00e0 Italiane. Nonostante l\u2019indubbio innalzamento del presidio ad opera della polizia locale e delle forze dell\u2019ordine, malgrado gli ingenti investimenti in tecnologia di prevenzione situazionale (video sorveglianza), i fenomeni di disordine urbano non sembrano allentarsi, contribuendo anzi ad alimentare allarme sociale e proteste dei cittadini. Le stesse misure di contenimento attraverso il ricorso a ordinanze contingibile e urgenti per arginare alcuni fenomeni \u2013 si pensi al consumo di alcol in area pubblica o alla criticit\u00e0 rappresentata dalla movida \u2013 sebbene potenzialmente utili in condizioni di emergenza, non sembrano produrre effetti significativi dal punto di vista della deterrenza, n\u00e9 della riduzione di inquietudine da parte dei cittadini. Ulteriore elemento che risulta critico nella Citt\u00e0 Vecchia e in particolare nel Sestiere del Molo \u00e8 la manutenzione dello spazio pubblico. Nonostante gli evidenti miglioramenti rappresentati dall\u2019introduzione degli accessi controllati agli Ecopunti Amiu (storica criticit\u00e0 nel Centro Storico), purtroppo continuano ad insistere fenomeni che contribuiscono a degradare la vivibilit\u00e0 del Molo: insufficiente pulizia, cura e manutenzione di vicoli e piazze; illuminazione e arredo urbano in condizioni critiche; comportamenti diffusi che contribuiscono a degradare lo spazio pubblico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019intervento generale di questo Patto prende avvio proprio con la messa a disposizione di competenze e risorse per l\u2019implementazione di politiche di sviluppo locale. Tra questi i numerosi locali sfitti e abbandonati che determinano la desertificazione di intere vie e la mancanza di servizi e attivit\u00e0 commerciali, la presenza di aree abbandonate e degradate, l\u2019assenza di un tessuto sociale rappresentativo dei suoi abitanti e infine una movida notturna piuttosto aggressiva e disturbante.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>IL SESTIERE NELLA GENOVA CHE CAMBIA<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nella definizione di un ampio progetto di riqualificazione sociale del sestiere, oltre alla fotografia dell\u2019esistente, abbiamo tenuto in considerazione alcune prospettive generali cittadine che definiscono e orientano gi\u00e0 le dimensioni dei bisogni locali:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>1) Il contesto demografico. Necessit\u00e0 di fare i conti con la progressiva e strutturale riduzione di popolazione della citt\u00e0. Ad oggi il calo di residenti \u00e8 in Liguria il pi\u00f9 alto delle regioni del Nord Ovest, 2020 -9,9, Genova -11,2. Questo corrisponde a un ulteriore invecchiamento della popolazione e a un\u2019accelerazione della contrazione delle nascite anche per effetto del ridursi della fascia femminile in et\u00e0 fertile. Tra il 2008 a oggi meno 60mila donne tra i 15 e i 49 anni. Gli under 18 sono nel 2020, il 13,5 della popolazione genovese con un indice di vecchiaia del 258 per cento (258 over 65 su 1 under 14).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Le previsioni danno nel prossimo decennio gli over 75 al 17,7 e degli under 35 al 29,3.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per conservare vitalit\u00e0 al sestiere \u00e8 indispensabile quindi farlo diventare attrattivo alle giovani coppie per qualit\u00e0 della vita e i servizi all\u2019infanzia. Che vuol dire asili di qualit\u00e0 ma anche spazi pubblici, accesso ai servizi. Il Molo pu\u00f2 diventare il primo quartiere di Genova che si muove per evitare la sparizione progressiva dei residenti. Importante il coinvolgimento delle seconde generazioni immigrate.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Allo stesso tempo garantire le migliori condizioni agli anziani, favorendo contesti di cohousing e di servizi collettivi. Introducendo cio\u00e8 innovazione, che produce lavoro, e attrattivit\u00e0 anche per le generazioni pi\u00f9 vecchie. Con la trasformazione di spazi (pubblici o privati) non utilizzati in residenze di qualit\u00e0 per anziani, con spazi privati e servizi pubblici. Gi\u00e0 si stanno presentando a Genova societ\u00e0 nazionali che hanno sviluppato questo business (la prima esperienza sar\u00e0 in Piazza Dante spazi ex Carige).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sia infanzia sia anziani presuppongono una forte sviluppo della prossimit\u00e0 come logica dell\u2019organizzazione urbana. Per questo diventer\u00e0 determinante lo sviluppo di reti immateriali di accesso all\u2019insieme dei servizi, favorite dalla presenza di poli di attrazione, come di case di quartiere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>2) Il mutamento urbano circostante. Il prolungamento del water front, la possibile ulteriore riduzione dell\u2019area portuale, il previsto attracco crociere, le modalit\u00e0 di collegamento con il centro citt\u00e0, non assegnabile solo al \u201cpasso di Piazza Cavour\u201d, il tunnel portuale, l\u2019abbattimento della sopraelevata, sono tutti elementi che devono essere valutati.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Perch\u00e9 sono decisivi nel delineare il destino del sestiere. Pu\u00f2 prendere forma sia una gentrificazione esasperata come una enclave marginale di sopravvivenza. Fare i conti con quanto accadr\u00e0 non \u00e8 eludibile. A partire dagli effetti sui valori immobiliari e sulla rete commerciale. In parte bisogner\u00e0 pensare anche come garantire un\u2019esistenza di comunit\u00e0 e l\u2019inserirsi in un sistema turistico non massivo e non fondato su B&amp;B desertificanti. Considerare quindi forme originali e innovative di accoglienza, anche per target specifici (ostelli per giovani Erasmus, alloggi per congressisti). Trovare un rapporto con il turismo che produca lavoro e relazioni territoriali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Anche la mobilit\u00e0 dal sestiere verso il centro potr\u00e0 essere oggetto di interventi: ridisegnare i flussi di mobilit\u00e0 corrisponde anche a ridisegnare le relazioni dentro il territorio. Gli spazi tra il Molo e le Mura sono separati come ci fosse ancora il mare. Ricollegarli pu\u00f2 aprire un accesso diretto e pi\u00f9 veloce a De Ferrari e dintorni ma anche a Ravecca e al perimetro dei giardini Luzzati.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>3) Lavori tra tradizione e innovazione. L\u2019analisi demografica ha gi\u00e0 evidenziato come si dovr\u00e0 porre attenzione allo sviluppo di servizi di qualit\u00e0 come lavoro (alla persona anziana, ai minori). Ma un quartiere vive anche perch\u00e9 ci si va. Perch\u00e9 \u00e8 spazio produttivo sostenibile e di qualit\u00e0 che diventa fattore circolare di coesione. Capace di creare un tessuto produttivo anch\u2019esso collegato con l\u2019innovazione evitando la pura residenzialit\u00e0 o la riduzione alla sola ristorazione. Il mix tradizione\/innovazione \u00e8 fattore di crescita equilibrata. Ed \u00e8 attrattivo per l\u2019insediamento di nuove attivit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per il sestiere questa visione indica come opportuno inserire nella rete commerciale artigianato di qualit\u00e0, in tendenziale sparizione. Si pu\u00f2 pensare una riconversione di negozi per laboratori che possono essere essi stessi attrazioni e pensare qualche via interna come spazi per la creativit\u00e0 giovanile o start up.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-right is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-765c4724 wp-block-buttons-is-layout-flex\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il contesto sociale del Sestiere del MOLO Note da documento strategico del Patto del Molo&nbsp;2021 IL SESTIERE COME SI PRESENTA Richiamiamo qui sinteticamente alcuni tra i dati pi\u00f9 significativi che definiscono le caratteristiche specifiche dell\u2019area urbana oggetto dell\u2019intervento: IL SESTIERE IN TRASFORMAZIONE Delle 71 unit\u00e0 urbanistiche di Genova, il Molo \u00e8 la parte del centro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"template\/fullwidth.php","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-650","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/650","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=650"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/650\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1579,"href":"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/650\/revisions\/1579"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/emporiosolidalegenova.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}